{"id":2035,"date":"2019-07-25T16:05:56","date_gmt":"2019-07-25T16:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/?page_id=2035"},"modified":"2023-01-25T18:26:09","modified_gmt":"2023-01-25T18:26:09","slug":"books-and-texts","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.eugeniavanni.it\/?page_id=2035","title":{"rendered":"Texts"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221;]<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1837\" src=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio-300x200.jpg\" alt=\"02-DSC08213- OKNOstudio\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/02-DSC08213-OKNOstudio.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>INTORNO ALLA PITTURA #2<br \/>\nDavide Ferri<\/strong><br \/>\n(Estratti dal\u00a0catalogo &#8220;La pittura intorno. Tela su stoffa&#8221; a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani, Santa Croce sull&#8217;Arno PI, 2019)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">[&#8230;] Anche i quadri della serie\u00a0<i>La pittura intorno<\/i>, che d\u00e0 il titolo alla mostra a Villa Pacchiani, sembrano, a tutta prima, integralmente astratti. Sono attraversati da bande verticali (bande di diverso colore) su una tela apparentemente grezza, disposte ritmicamente lungo la superfice, e per via della loro partitura fanno pensare a un dipinto minimalista o tutt\u2019al pi\u00f9 a un lavoro di Barnett Newman.<br \/>\nAvvicinandosi, invece, la prospettiva\/visione appare del tutto diversa: quello che sembrava il supporto, una tela di lino, \u00e8 in realt\u00e0 una tela di lino dipinta, una specie di trompe l\u2019oeil di un comune supporto, con colpi di bianco e una fittissima griglia dai toni ocra che riproduce la trama della tela.<br \/>\nQuesto strato di tela dipinta, che potrebbe riportare in superficie ci\u00f2 che sta sotto, o dentro, ricopre \u2013 lasciando integre solo alcune bande meticolosamente individuate dall\u2019artista \u2013 il supporto reale, una stoffa decorata, un comune tessuto da sole preparato industrialmente.<br \/>\nLa tela dipinta, dunque, costruisce l\u2019immagine per sottrazione: propagandosi cancella, se continuasse a espandersi su tutta la superficie delineerebbe l\u2019immagine di tela vuota, di una pagina bianca (come del resto avviene in un quasi monocromo bianco,\u00a0<i>Ritratto di tela preparata,\u00a0<\/i>una sorta di rappresentazione del grado zero della pittura), ma si arresta per definire bordi e contorni di una figura (astratta). \u00c8 quello che accade anche in\u00a0<i>Lino su nero<\/i>, dove la tela dipinta copre un fondo monocromatico, lo strato di imprimitura nera che rappresenta il primo trattamento della tela reale, arrestandosi in un contorno frastagliato che individua una grande macchia simile a un tracciato\/grumo di pennellate gestuali. [&#8230;]<br \/>\n[&#8230;] Nella pittura di Eugenia Vanni esistono dunque un ipotetico sotto, un dentro (la tela, il supporto) che emerge in superficie in forma di immagine, e una sovrapposizione di strati che d\u00e0 vita a una temporalit\u00e0 incongrua e incerta.<br \/>\nOgni cosa, nei lavori di Vanni, parla di questa natura materiale del quadro, del quadro come oggetto, del quadro e delle sue articolazioni materiali. Parla di un dentro, di un sotto, che emerge in superficie in forma di ritratto, un continuo richiamo a un genere, il genere per eccellenza della pittura figurativa, che per l\u2019artista non ha a che fare con il volto, con il corpo umano, ma con il volto e il corpo della pittura.[&#8230;]<br \/>\n[&#8230;] I dipinti di Eugenia Vanni sono mappe di movimenti e di forze invisibili.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221;]<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2140\" src=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSC0268_Low.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>SULLA NEVE<br \/>\nJacopo Figura<\/strong><br \/>\n(Comunicato stampa,\u00a0 Galleria Fuoricampo, ArtVerona 2021)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I materiali e le tecniche classiche delle belle arti sono elementi ricorrenti nel lavoro di Eugenia Vanni; da essi trae tutto l\u2019universo di significante e significato con cui edificare la sua poetica e il principio su cui fonda l\u2019autenticit\u00e0 del suo operare. La sua analisi sui processi e sugli stadi intermedi delle tecniche pittoriche, dall&#8217;olio all&#8217;affresco, dalla preparazione dei colori al supporto, confonde il vero ed il falso, la raffigurazione e l\u2019oggetto, la tecnica e la funzione in un gioco di esibizioni e nascondimenti. Questa pratica restituisce una pittura astratta, concettuale, informale, realistica, minimale a seconda del materiale con cui intende interagire e del procedimento impiegato. La realt\u00e0 stessa \u00e8 fatta di relazioni e non di oggetti isolati. Una pennellata veloce e non controllata su una tela grezza, uno strato di preparazione steso con metodo, o i monocromi di tela &#8211; il cotone in confronto al lino &#8211; sono tutti momenti di un fluire relazionale relativo. Ogni ritratto \u00e8 perci\u00f2 uno studio sulle infinite relazioni di reciprocit\u00e0 che intercorrono fra l&#8217;artista ed il mondo esterno, e la pittura, come campo d&#8217;indagine e come soggetto, offre opportunit\u00e0 insospettate al suo uso.<br \/>\nLa messa in opera delle tecniche pittoriche trova infatti una nuova dimensione nelle sculture che emergono dal pavimento e interrompono lo spazio; i monoliti realizzati con la tempera all&#8217;uovo, agiscono come condizioni reali che, pur rifiutando ogni intenzione figurativa, aprono una dimensione paesaggistica inviolata, primitiva. Solo gli schizzi realizzati su blocchi da disegno e poggiati sui basamenti rivelano la presenza dell&#8217;artista che si cela dentro le sue finzioni. I disegni di Giuliano Vanni, padre di Eugenia e anch&#8217;egli artista, occupano per\u00f2 solamente la prima pagina mentre gli altri fogli del blocco gli offrono esclusivamente supporto. Le sculture di tempera sostengono cos\u00ec tutto il peso di un passato &#8211; personale ed universale &#8211; da portare avanti e si individuano come luoghi notevoli di un percorso seguito con grande responsabilit\u00e0. Grazie ad una pratica rigorosa &#8211; dove metodo e teoria si sostengono e si legittimano ogni volta &#8211; i lavori di Eugenia Vanni mirano al cuore della pittura con le armi della pittura, facendo di ogni passaggio un soggetto da ritrarre; e, evidenziando gli aspetti nascosti del procedere attraverso la finzione di un gesto minimo, la sua ricerca tende ad annullare del tutto ogni distinzione fra supporto, preparazione e immagine e capovolge i rapporti di dipendenza fra tecniche e materiali, funzione e uso. Nell\u2019ambito delle arti classiche e enfatizzando un uso accademico della pittura, i suoi lavori aprono spazi di senso e interpretazioni assai pertinenti sulla realt\u00e0 dell&#8217;immagine e sulla nostra epoca, dove il paradigma dell\u2019informazione &#8211; istantanea e ubiqua -, per cui esiste solo quello che si pu\u00f2 mostrare, si alimenta di immagini esaurienti o allusive in cui la verit\u00e0 \u00e8 spesso presa a pretesto o usata come ricatto. L&#8217;artificio creativo della finzione del non finito esalta la poetica del processo o dell&#8217;accadere e delinea un&#8217;estetica che va al di l\u00e0 dell&#8217;imitazione del vero, perch\u00e9 il vero non \u00e8 il fatto, ma \u00e8 come se lo fosse.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221;]<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1876\" src=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/44-DSC08241-OKNOstudio.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>INTORNO ALLA PITTURA #1<\/strong><br \/>\n<strong>Ilaria Mariotti<br \/>\n<\/strong>(Estratti dal\u00a0catalogo &#8220;La pittura intorno. Tela su stoffa&#8221; a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani, Santa Croce sull&#8217;Arno PI, 2019)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Eugenia Vanni basa la sua ricerca sulle tecniche artistiche. Come spesso succede esiste un interesse che affonda le sue radici nella storia personale dell\u2019artista: figlia di un pittore, Giuliano, ha speso la sua infanzia e la sua adolescenza nello studio del padre, tra i materiali della pittura in una citt\u00e0 fortemente legata alla conservazione delle tradizioni. Questo dato di fatto, oltre a rientrare in una sorta di mitologia d\u2019artista, costituisce un sincero punto di partenza rispetto a pratiche e curiosit\u00e0 e rientra da subito e in maniera concettuale nella ricerca di Eugenia. La tradizione artigianale di bottega cos\u00ec come Cennino Cennini l\u2019ha intesa quale manuale di pratiche, elenco di ricette, soluzioni di problemi tecnici legati alla pittura trecentesca e raccolti nel suo Libro dell\u2019arte, con le sue tavole, pigmenti, colle, stesure di colore, Eugenia la trasferisce in un presente dove puntualizza il \u201csaper fare\u201d, rigenera le tecniche a favore di un aspetto culturale delle stesse tecniche e dei contenuti, sperimenta il corto circuito tra tradizione e innovazione. L\u2019innovazione \u00e8 ad esempio costituita nel trattare adeguatamente e poi dipingere con la tempera all\u2019uovo ordinari oggetti di legno rotti e gettati (Stagioni, 2015)[&#8230;]<br \/>\n[&#8230;] Quello che Eugenia rappresenta sono le tecniche artistiche, il fare dell\u2019artista come consapevole erede di una tradizione, anche artigianale, ma preferirei definire sperimentale, in merito a trovare soluzioni adeguate in merito al \u201ccome\u201d ma anche in merito al \u201ccosa\u201d. Il \u201ccome\u201d consiste nel trovare i giusti gesti attraverso strumenti adeguati per dipingere esplorando ci\u00f2 che la storia dell\u2019arte inanella &#8211; il figurativo, l\u2019astratto, l\u2019informale, l\u2019Action painting, il Minimalismo \u2013 come esigenze espressive che hanno trovato tecniche efficaci, hanno esplorato materiali. Cos\u00ec i pennelli fini e grossi, lunghi e corti, le spatole, lo sgocciolamento, l\u2019olio, l\u2019acrilico, la rapidit\u00e0, la lentezza (dovute al modo in cui i colori asciugano), rispondono a studio e ricerca, a un\u2019attivit\u00e0 che \u00e8 del \u201cfare\u201d oltre che \u201cdel pensiero\u201d.[&#8230;] La tecnica e il fare generano senso: cos\u00ec \u00e8 nel ritratto del parallelepipedo realizzato con la tecnica dell\u2019affresco. Un lato per ciascuna giornata (di lavoro) cos\u00ec come, guardando attentamente e spesso di sbieco a luce radente gli affreschi, ci rendiamo conto della divisione in giornate di lavoro, quando tutto l\u2019intonaco che si intendeva lavorare nella giornata doveva rimanere bagnato e pronto per il processo di carbonatazione (Cinque giornate 2015)[\u2026]CHE COSA E&#8217; DIPINTO E CHE COSA NON LO E&#8217;?<br \/>\nEugenia sa come funzionano le retoriche dello sguardo e della percezione: attraverso i rapporti figura sfondo costruisce la sua pittura attraverso la sottrazione, lo svelamento, giocando su cosa \u00e8 dipinto e che sembra sfondo, tela, e cosa non lo \u00e8 [&#8230;]\u00a0Un gruppo recente di lavori mostra tessuti industriali di cui tutto \u00e8 coperto attraverso la pittura che simula la tela di lino tranne che strisce rosse, bianche, blu, in apparenza soli soggetti su campiture uniformi ma in realt\u00e0 unici elementi in stampa industriale non dipinti ma lasciati emergere dal fondo<br \/>\n[&#8230;]Gli intarsi rendono ancora pi\u00f9 visibile il prelievo pittorico e l\u2019inganno visivo: nell\u2019uno e nell\u2019altro quadro due porzioni, l\u2019una\u00a0dipinta e l\u2019altra reale dove ci\u00f2 che viene posto sulla superficie pittorica non \u00e8 un altro materiale (come avviene nel collage) quanto piuttosto una nuova pelle artificiale (Intarsio, 2019) del cotone sul lino grezzo e viceversa.\u00a0[&#8230;]<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221;]<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/58-DSC08177-OKNOstudio-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2355\" src=\"http:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/58-DSC08177-OKNOstudio-2-300x276.jpg\" alt=\"58-DSC08177- OKNOstudio (2)\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/58-DSC08177-OKNOstudio-2-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/58-DSC08177-OKNOstudio-2-1024x944.jpg 1024w, https:\/\/www.eugeniavanni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/58-DSC08177-OKNOstudio-2-1080x995.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nEUGENIA VANNI<\/strong><br \/>\n<strong>Ilaria Bernardi<\/strong><br \/>\n(222 Artisti emergenti su cui investire, ed. exibart, 2019)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La ricerca di Eugenia Vanni da sempre corrisponde a una riflessione radicale sulle tecniche artistiche per sublimarle da medium a oggetto di indagine concettuale. A costituire i principali soggetti delle sue opere sono sovente le antiche tecniche di belle arti, soprattutto quelle precipue dell\u2019arte medievale, in particolare senese, citt\u00e0 in cui l\u2019artista \u00e8 nata, vive e lavora. se recuperate nell\u2019oggi, tali modalit\u00e0 operative divengono strumento per rinviare al loro primigenio valore simbolico legato alla pittura sacra medievale e sono pertanto capaci di rendere ogni nuova opera icona contemporanea. Al razionale concettualismo insito nell\u2019analisi metalinguistica sul fare artistico, Vanni aggiunge cos\u00ec l\u2019appassionata soggettivit\u00e0 intrinseca nel simbolico riconoscimento delle proprie radici. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>EUGENIA VANNI<br \/>\n<\/strong><strong>Ilaria Bernardi<br \/>\n<\/strong>(Dal catalogo della mostra &#8220;Young Italians 1968 \u2013 2018, Italian Institute of Culture,\u00a0 mostra a cura di Ilaria Bernardi, new York City, 2018)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro', sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #333333;\">Eugenia Vanni is radical in her reflection on technique. She brings back ancient fine arts technique and sublimates them from medium to the object of conceptual analysis. The sole subjects of her works are thus egg tempera on wood (in Ritratto di tela di lino preparata, 2017), oil on canvas, fresco, engraving, silverpoint and the other traditional technoques used in medieval art, especially in Siena, where the artist was born, lives and works. Vanni thus adds to the metalinguistic analysis of art-making, which she borrows from Giulio Paolini, the intrinsic subjectivity in the acknowledgement of her roots.<\/span> <\/span><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><div class=\"et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular\" >\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div><div class=\"et_pb_row et_pb_row_0 et_pb_row_empty\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div> INTORNO ALLA PITTURA #2 Davide Ferri (Estratti dal\u00a0catalogo &#8220;La pittura intorno. Tela su stoffa&#8221; a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani, Santa Croce sull&#8217;Arno PI, 2019) [&#8230;] Anche i quadri della serie\u00a0La pittura intorno, che d\u00e0 il titolo alla mostra a Villa Pacchiani, sembrano, a tutta prima, integralmente astratti. 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